BAM 2012, Contemporary Photobox
30 Agosto 2012 - Chiara Lucchino

La quinta edizione della BAM-Biennale d'Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte si apre all'uso delle tecnologie, dalla fotografia alla video-arte nell'ambito della creazione artistica piemontese relativa agli ultimi trent'anni. Le edizioni susseguitesi a partire dal 2004 (con la sperimentale edizione Proposte artistiche in Piemonte 1996/2004) si sono consolidate attraverso un'ampliamento delle proposte a partire dalla manifestazione del 2008, Art Design, e la successiva edizione della BAM dedicata all'arte grafica (grafica pubblicitaria ed industriale, grafica fumettistica, neo pop e street art).
L'edizione 2012 intende compiere una riflessione storica e culturale attraverso il mutamento del valore dell'immagine conseguentemente all'invenzione del mezzo fotografico. Un excursus storico, presentato dal curatore della Biennale, Edoardo Di Mauro, tratta la questione della riproducibilità tecnica dell'opera d'arte affrontata dal teorico Walter Benjamin, sviluppando un percorso che attraversa le fasi storiche, dalla creazione del mezzo fotografico all'assunzione della fotografia e del video quali sistemi che comprendono una propria estetica e poetica  indipendente. Allontanandosi dall'idea che questi mezzi possano condurre all'appiattimento del reale, si realizzano quali conduttori di un legame empatico tra l'autore e l'esterno. La Biennale Photobox ospiterà le opere di 28 artisti del panorama piemontese ricreando, con la varietà delle esperienze estetiche e la pluralità delle tematiche trattate, un percorso complesso attraverso l'attività di autori legati al territorio che, al tempo stesso, hanno saputo rivolgere uno sguardo internazionale nello sviluppo della loro ricerca.
Espongono per l'edizione 2012:
Maura Banfo, Fulvio Bortolozzo, Marina Buratti, Giulia Caira, Ferruccio D'Angelo, Willy Darko, Monica Carocci, Claudio Cravero, Roberta Fanti, Silvia Fubini, Theo Gallino, Beppe Giardino, Francesca Maranetto Gay, Fabio Marchiaro, Plinio Martelli, Stefano Martino, Paolo Minioni, Riccarda Montenero, Giordano Morganti, Aaron Nada, Enzo Obiso, Simona Rapello, Turi Rapisarda, Daniele Ratti, Paola Risoli, Gianluca Rosso, Eraldo Taliano, Natale Zoppis.
La quinta edizione dal titolo Contemporary Photobox si svolgerà a partire dal 5 ottobre presso l'Imbiancheria del Vajro di Chieri e proseguirà con l'ormai consueta manifestazione della BAM on Tour (2013), dedicata alla produzione artistica della scena emergente piemontese.

 

 

BAM Piemonte Project 5-Contemporary Photobox
a cura di Edoardo Di Mauro
direzione artistica di Riccardo Ghirardini
organizzazione a cura della hakassociatiartecontemporanea
Imbiancheria del Vajro
via Imbiancheria, 12-Chieri
inaugurazione Venerdì 5 Ottobre 2012, ore 18.30
dal lun al ven 16-19, sab dom 10.30-12.30, 16-19
fino al 28 Ottobre 2012

www.comune.chieri.to.it

Gallery of Lost Art, il museo virtuale della Tate
29 Agosto 2012 - Chiara Lucchino

Un'iniziativa della Tate Modern di Londra in collaborazione con Channel4 ha portato alla creazione di un museo fantasma che esibisce opere d'arte perdute prodotte nel XX secolo. Opere che rimangono nella nostra conoscenza per aver segnato un capitolo importante nella storia dell'arte recente ma che per svariati motivi non sono più visibili. Un patrimonio fantasma che verrà incrementato ogni settimana e sarà visitabile sul web sino al 2013, si chiama Gallery of Lost Art.
Il museo virtuale è stato realizzato con il supporto dell'Arts & Humanities Research Council, su progetto dello studio ISO a cura di Jennifer Mundy.
Sui tavoli di restauro della home page possiamo individuare attraverso una zoomata opere dei più celebri autori della storia artistica recente e così ci vengono rivelati i disegni di De Kooning, le opere di Baldessari realizzate tra il '53 ed il '66,la Fountain di Duchamp, e i dipinti dell'espressionista tedesco Otto Dix e ancora le opere di Braque, Tatlin con il Monumento alla Terza Internazionale, Beuys, Frida Kahlo, Haring e molti altri. La Galleria custodisce le opere che nessun museo potrà mai esporre, opere distrutte, perdute o rubate ricostruite grazie alle tracce documentarie fotografiche o scritte. Ogni artista ha il proprio tavolo di ricovero per le opere, opere che verranno nuovamente perdute per rimanere ancora una volta nella nostra memoria. 



http://www.galleryoflostart.com

Edipow(a)er, il controsciopero raccontato da Michele Di Mauro
28 Agosto 2012 - Chiara Lucchino
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A fine Luglio Michele Di Mauro ha presentato su facebook il progetto/laboratorio Edipow(a)er, un'idea che l'attore e regista torinese attuerà presso gli spazi del C.A.P. 10100 con alcune caratteristiche che hanno suscitato l'interesse di molti. Abbiamo voluto indagare su alcuni punti chiave che da tempo non vediamo correlati l'uno all'altro; Edipow(a)er è un progetto gratuito, un laboratorio aperto e libero, definito dal suo ideatore l'antisciopero o che dir si voglia controsciopero. Il padre dell'idea si è dimostrato sinceramente disponibile nel raccontarcela, di fronte ad un bicchiere di birra ha avuto inizio la descrizione di un progetto innovativo che si ribella all'inattività e all'impossibilità realizzativa, senza proteste sterili ma impegnando semplicemente la propria professionalità, creatività e progettualità. Abbiamo chiesto a Di Mauro di descriverci il suo lavoro, dalla genesi ideativa, all'offerta proposta del controsciopero...

Ancora prima del concetto di controsciopero bisogna parlare di una specie di stasi infattiva, un immobilismo storico della città e della gente che lavora in città, soprattutto nell' ambito teatrale.
Torino è brava anche a lamentarsi, se non ti danno una cosa quello che ti viene in mente è di battere i pugni per ottenerla e penso non sia più tempo....non è più la strada né il modo giusto, anche se le ragioni di fondo sono probabilmente giustificate, ma c'è modo e modo di urlare e forse non è più il momento per farlo.
Va fatta una riflessione sul fatto che forse c'è un altro modo per poter chiedere, o forse non è più il tempo di chiedere, forse  bisogna pretendere o semplicemente fare. E' soltanto attraverso l'azione che qualche cosa succede. A noi teatranti ce l'ha addirittura insegnato Shakespeare attraverso un grande personaggio, Amleto, uno che non era in grado di fare, tormentato dal cruccio di non riuscire. Per contro c'era un altro personaggio, venuto molto prima, Edipo, di cui noi ci interessiamo. Il progetto nasce infatti attorno al mito di Edipo ed alla famiglia compiendo un percorso tracciato dalla classicità alla contemporaneità. Questo grande personaggio, a differenza di quello shakespeariano, vive in virtù di ciò che ha fatto, rappresentando un anacronistico contrario di Amleto. Non per niente i grandi filosofi hanno accostato queste due figure mitiche e letterarie (senza dimenticare gli psicanalisisti, coi quali anche noi, poveri individui, dobbiamo fare i conti).
Il mio progetto nasce dunque come controsciopero perchè il centro del problema è fare, non fermarsi, ma richiamare l'attenzione dimostrando di aver voglia di agire e posso farlo dichiarando che sarò li e che lavorerò per 5 settimane gratis insieme ad un gruppo di persone che sceglierò attraverso una settimana di incontri.

Perchè li hai chiamati incontri/colloqui aggiungendo e come termine ultimo provini?
La cosa più semplice è che sia un incontro in cui ci si scambiano delle opinioni, tentando di capire perchè la persona è interessata al progetto prendendo anche in considerazione l'eventualità che si possa presentare qualcuno affermando di non avere nessuna idea.

I partecipanti che si presenteranno agli incontri dovranno quindi proporre un progetto per partecipare?
Quello che a me interesserebbe è che loro, sapendo di cosa si tratta, facciano una proposta di partecipazione al progetto e che quindi lo abbiano in qualche modo capito. Vorrei che ognuno si proponesse avendo una propria progettualità rispetto alle tematiche da me proposte. Il fine  non è quello di realizzare concretamente le idee proposte che molto più semplicemente potranno essere argomento di discussione e confronto.
Se mi si proponesse una persona priva di idee, come se fosse un serbatoio vuoto, significherebbe che partecipa al progetto soltanto per riempirsi, invece a me interessa che quel luogo diventi punto di scambio, ed è per questo motivo che sceglierò le persone che, secondo la mia opinione, mi garantiscono un livello di qualità e di scambio che a me interessa.

Il progetto è rivolto a videomaker, registi, autori, musicisti, artisti visivi, performer... Attualmente risultano un centinaio di adesioni, quale categoria prevale nelle iscrizioni?
Si, il laboratorio è aperto a molte categorie anche a danzatori, scenografi, attori....spazia molto perchè sarebbe molto interessante che non ci fossero solo gli attori tra i partecipanti, (categoria che prevale su tutte nelle adesioni), perché se dovessero partecipare solo attori, e magari disoccupati, potrebbe anche apparire come il ricettacolo di gente che non ha niente da fare e basta. Il progetto non vuole certo diventare l'ospizio dei disoccupati a Torino tra settembre e ottobre.
In merito alle iscrizioni ho ricevuto un paio di telefonate che hanno suscitato una certa curiosità per es una professoressa di lettere che ha letto l'articolo su La Stampa dicendo di essere interessata per piacere personale, ma anche per poterlo raccontare agli studenti. Mi hanno contattato persone che si occupano di grafica e video...di tatuaggi...

Prima di proporre il progetto al cap10100 hai pensato di proporlo ad altre istituzioni o enti?
Sono andato a parlare con una persona del Sistema Teatro Torino e il progetto è stato presentato alla Commissione Cultura del Comune per avere uno spazio dove attuarlo, ma la risposta è stata negativa. Forse straniti dall'idea che possa esistere un progetto allo stesso tempo "gratuito" e "interessante". Non è in nessuna logica vigente.

Poi l'hai proposto al cap10100...
In realtà, anche se fosse stato accettato dal Comune-barra-Sistema Teatro-barra-Stabile, avrei voluto coinvolgere il C.A.P10100, una realtà torinese piccola, ma che si è dimostrata da subito interessata al progetto aderendo con uno slancio sensibile e spontaneo.

Sulla pagina dell'evento di facebook un ragazzo ha lasciato un commento definendo il progetto "aria fresca per il teatro contemporaneo"...
Si, è un attore di Napoli e ha trovato un modo molto bello per definire il progetto, ma non sono in grado di dire se quello che facciamo sia aria fresca o sia quello che bisogna fare e basta. Nonostante abbia sulle spalle parecchi anni di attività non ho la presunzione di pensare che questa sia la soluzione, né voglio che il progetto abbia la presunzione di essere un laboratorio dove qualcuno cerca di insegnare qualcosa a qualcun' altro. Mi sembrava un'idea interessante, in divenire, un progetto in cui forse la prima cosa da mettere sul piatto è la difficoltà di riconoscere i passaggi della creazione artistica;
per questo l'aria fresca non è facile da sentire, non è ancora chiaro dove mettersi, per poterla sentire, l'aria fresca. Può anche essere che non sia quello di cui c'è bisogno ma... finchè non ti metti li a fare, le cose, non potrai mai accorgerti di quale sia la direzione da prendere. Quello spazio tra l'immobilismo e la ricerca di qualcosa è quello che noi dobbiamo frequentare: è la falla da riempire.

La gratuità della proposta vuole essere un modo per trovarsi in una situazione diversa in cui lavorare?
In realtà questo progetto non avrebbe senso se non fosse gratuito, anche se non penso sia, effettivamente, gratuito.
Non c'è niente di consolatorio in questo progetto, non è un luogo per leccarsi le ferite. E' semplicemente e squisitamente un luogo di lavoro.

La conclusione cosa prevedi che possa portare o diventare?
Se fosse consolatorio sarebbe la pizza tutti insieme, l'ultima sera!!! ma visto che non vuole, essere consolatorio, una bella conclusione sarebbe avere un ponte proiettato nel futuro in cui poter continuare a lavorare, che non vuol dire necessariamente andare a produrre. La miglior conclusione per questo esperimento sarebbe che questo gruppo fosse così "interessante" che qualcuno "interessato" ci chiedesse di produrre qualcosa, riconoscendo un valore a questo movimento. Tutto questo nasce per non chiedere niente, in fondo questo, è il controsciopero.


Per la realizzazione del progetto Edipow(a)er verranno selezionate tra le 25 e le 30 persone e non ci sarà obbligo di frequenza. Michele Di Mauro sarà affiancato nella gestione del progetto da Roberto Petrolini.  Il laboratorio si terrà tra il 10 settembre ed il 13 ottobre presso gli spazi del C.A.P.10100. Le selezioni per i partecipanti avverranno dal 3 al 7 settembre. Per prenotare l'incontro di selezione c'è un contatto diretto su Facebook. Oppure si può elefonare al 338 3613274 o al cap10100 allo 011 5695138, dal 25 al 31 agosto.


EDIPOW(A)ER
progetto/laboratorio gratuito

https://www.facebook.com/groups/396456040416327/

C.A.P.10100: Cultura-Arte-Performance
CORSO MONCALIERI 18 - TORINO

http://www.cap10100.it/
info@teatrorfeo.eu


 

Il silenzio racconta l’arte
27 Agosto 2012 - ArteSera

Nell'ambito dell'ampio programma proposto per la prima edizione della Summer School si inserisce l'incontro Il silenzio racconta l'arte...da Rivoli a New York e ritorno.  Un'iniziativa nuova nel panorama museale italiano nata da un network di confronto in merito alle strategie messe in atto per rendere fruibili i musei per le persone sorde. Una rete creata dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli che connette l'Italia a New York, nella giornata di sabato 1 settembre prenderà forma attraverso un confronto sulle tematiche dell'accessibilità.  Ospiti d'eccezione saranno gli statunitensi Emmanuel Von Shack, non udente e Hollie Ecker, udente; entrambe ricercatori ed esperti di accessibilità museale presso il Metropolitan, il MoMA ed il Guggenheim Museum. Durante l'incontro gli ospiti presenteranno una serie di progetti sviluppati per i tre musei newyorkesi nell'ambito dell'accessibilità museale, arricchendo il confronto con le best practice attuate da diverse istituzioni  europee e statunitensi. Presentando la loro esperienza sarà possibile comprendere come i progetti realizzati in Lingua dei Segni possono arricchire l'esperienza, non solo per le persone sorde, ma per tutti i visitatori. Il Castello di Rivoli, già impegnato nella ricerca inerente i temi dell'accessibilità; attraverso il progetto attuato in collaborazione con l'Istituto dei Sordi di Torino che ha portato alla pubblicazione del Dizionario di arte contemporanea in Lingua dei Segni (Allemandi-2010), ospiterà l'incontro a partire dalle ore 10.00. La giornata prevede la realizzazione di un workshop nelle sale del museo. Durante l'incontro interverranno inoltre Corrado Galllo (Presidente Consiglio Regionale ENS Ente Nazionale Sordi), Anna Pironti (Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli), Ivano Spano (Commissario Straordinario Istituto Statale Sordi Roma), Carlo di Biase (OsA, Osservatorio sull'Accessibilità presso l'ENS) e Brunella Manzardo (Dipartimento Educazione Castello di Rivoli). Moderatore dell'incontro Elena Radutzky, Fondatore Mason Perkins Deafness Fund e Direttore scientifico Collana Cultura Sorda di Edizioni Kappa.

 


Il silenzio racconta l'arte....da Rivoli a New York e ritorno
Giornata di studi internazionale sull’accessibilità dei musei alle persone sorde

a cura del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli
Incontro con Emmanuel Von Schack e Hollie Ecker
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
Sabato 1 settembre, ore 10 - 17

Info e iscrizioni
Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Tel. 011/9565213-214 Fax 011/9565232
educa@castellodirivoli.org

Happy Meals, i CuochiVolanti alle OGR
25 Agosto 2012 - Chiara Lucchino

Nel tempo che viviamo c'è ancora spazio per mangiare davvero?


La performance presentata a giugno dai CuochiVolanti in occasione del Festival delle Colline Torinesi ( http://www.artesera.it/index.php/blog/article/happy_meals_per_il_festival_delle_colline ) torna con un secondo appuntamento. Venerdì 31 agosto presso gli spazi delle Officine Grandi Riparazioni verrà realizzata l'azione gastro-performativa Happy Meals, di e con Davide Barbato e Chiara Cardea.
Una performance creata a partire dalle tematiche sociali che prendono spunto dai modi di vivere e di nutrirsi nel mondo occidentale. Happy Meals ci riporta così al prodotto più conosciuto di una delle più famose catene di fast-food, il prodotto che ha terrorizzato quanti hanno visto il documentario di Spurlock (Super Size Me-2004), il prodotto che rappresenta il cibo veloce per eccellenza. Il cibo torna in scena con i CuochiVolanti, con un'analisi che ci porta a sondare le relazioni che intercorrono tra stomaco, testa e animo in uno spettacolo realizzato da tre performer attraverso l'uso di suoni, parole, azioni e...cibo

 

HAPPY MEALS
di Davide Barbato e Chiara Cardea - regia Davide Barbato

con Chiara Cardea e Davide Barbato - sound design Enrico Ascoli - allestimento Marco Gennaro e Jacopo Valsania - disegno luci Davide Marcone - immagine Alain Battiloro video Giulio Pedretti - produzione Associazione CuochiLab progetto realizzato con il contributo della Città di Torino, della Provincia di Torino, con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia, con la collaborazione produttiva e il sostegno di Cuochivolanti, Associazione Teatro Baretti, Studio Marco Gennaro Architetto, Alain Battiloro fotografo, Enrico Ascoli, Giulio Pedretti
durata 1h-Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Venerdì 31 Agosto - ore 21.30
OGR-Officine Grandi Riparazioni
Corso Castelfidardo, 22 - Torino

http://www.officinegrandiriparazioni.it/alle-ogr-e-scoppiata-la-bella-stagione-unestate-di-concerti-occasioni-di-divertimento/

SideWays, un festival culturale tra i sentieri del Belgio
22 Agosto 2012 - Chiara Lucchino
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334 km per il Belgio, 50 artisti, 5 weekend per un festival camminato che ha avuto inizio lo scorso fine settimana. SideWays Walking Arts è un festival di arte contemporanea itinerante che si svolge dal 17 agosto al 17 settembre con un' obiettivo inusuale, quello di esplorare i sentieri lenti attraverso il paesaggio belga, allontanandosi dalla sviluppo urbano e da tutti gli elementi che rendono frenetica la vita dell'uomo moderno, alla ricerca di una nuova connessione tra natura e cultura. Una carovana di 50 artisti internazionali, che attraverso fotografia, pittura, installazioni multimediali e performance propongono la loro personale visione del paesaggio circostante, accompagnata dal pubblico si muoverà per 5 tappe compiendo un tragitto che si muove da ovest ad est del Belgio (il 19 Agosto la tappa è stata Menen, le prossime tappe saranno: il 25-26 Agosto, la carovana si fermerà nei pressi del forno di pietra di Herzele, l' 1-2 Settembre il festival farà tappa presso la fattoria urbana di Bruxelles, l' 8-9 Settembre la tenuta di Turnhout con i suoi sentieri escursonistici sarà le quarta tappa del festival che si concluderà a Zutendaal  il 15-16 Settembre) Durante le tappe dei weekend il pubblico potrà scoprire i progetti ideati dai 50 artisti, alcuni sviluppati direttamente per le location scelte altri nati dalle impressioni suscitate durante il percorso.
SideWays ha una proposta alternativa, non un consueto festival di arte contemporanea e ricerca culturale ma un festival che traccia un percorso nuovo all'interno di una proposta sostenibile. Gli artisti coinvolti durante il festival soggiorneranno all'interno di fattorie biologiche, centri comunità e famiglie ospitanti e avranno a disposizione alimenti a chilometri 0. Il festival propone inoltre all'interno dei percorsi lenti, lontani dall'urbanizzazione, una serie di incontri, scambi, riflessioni e workshop sulle tematiche affrontate durante il percorrimento dei sentieri.
Sarà inoltre possibile seguire il SideWays festival online attraverso le riprese realizzate dall'asinello multimediale DonkeyXote. L'asino è stato scelto in quanto trasporto tradizionale, ed è stato equipaggiato con una macchina fotografica a scatto automatico, un sistema di registrazione audio, un laptop, un GPS e pannelli solari. Immagini, registrazioni e percorsi verranno pubblicati sul web attraverso il sito http://www.sideways2012.be

 

SideWays Festival
dal 17 Agosto al 17 Settembre

http://www.sideways2012.be

Have a Window, una vetrina sull’arte
21 Agosto 2012 - Chiara Lucchino
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Una micro-mostra personale di artisti provenienti da tutto il mondo, un piccolo spazio espositivo bidimensionale che si presenta discreto tra le tante vetrine del centro cittadino; Have a Window è una vetrina sotto i portici di via Pomba che da Aprile ospita, di mese in mese, le opere di artisti internazionali, visibili a qualsiasi ora del giorno e della notte.
L'opera si staglia su uno spazio neutrale il quale permette la "riappropriazione del significato attraverso uno spettatore sprovveduto", queste le parole con cui Carla Bertone e Miguel Mitlag presentano il progetto espositivo a ciclo mensile.
Non propriamente uno spazio espositivo, ma una vetrina che si colloca discretamente all'interno dell'area urbana del centro cittadino. Può definirsi un esperimento espositivo che vive in autonomia e che si lascia guardare dai passanti senza concedere ulteriori informazioni, se non l'immagine dell'opera chiusa nella teca della vetrina. Come un cartellone pubblicitario (anche se il paragone può risultare inappropriato in quanto pubblicità che non vuole vendersi) che non ti dice subito cosa vuole dire, ma che si lascia osservare dal passante incuriosito che vuole fermarsi e scoprirlo. Have a Window è il contenitore di un'idea disposta a farsi leggere dallo spettatore casuale, dove l'opera cambia il proprio volto attraverso l'allontanamento dagli spazi istituzionali dell'arte, per collocarsi in uno spazio non convenzionale assumendo, come diretta conseguenza, un'entità altra.
Have a Window è un progetto che nella sua autonomia vuole rimanere anonimo, una vetrina che espone un prodotto senza prezzo, un prodotto che vende il proprio significato ad un pubblico anonimo. Gli ideatori del progetto dichiarano nei loro intenti l'assenza di uno scopo, presentando il progetto quale vetrina che espone un'idea gratuita che interagisce ed entra a far parte della città con la sua sola presenza. Un esperimento nato da una vetrina in affitto nello spazio, sotto i portici di via Pomba, condiviso con due teche che pubblicizzano una marca di champagne e un'agenzia immobiliare; tre vetrine che attraverso il medesimo media dichiarano intenti differenti.

Have a Window ha avuto inizio ad Aprile con l'opera fotografica di Miguel Mitlag (#08-from New Models Series, 2006); all'artista argentino si sono susseguiti una serie di artisti internazionali, da Cecil Belmont, per il mese di Maggio con la scultura su carta Macbeth, (2009) al Pony Boy dell'artista argentino Manuel Esnoz (tecnica mista su tela-2012) e ancora nel mese di Luglio l'artista tedesco, Roman Schramm, ha partecipato al progetto con l'opera fotografica Auspuffendrohe (2009) Dal primo Agosto la window di via Pomba ospita l'installazione luminosa Scanner (vetrofania e oggetti, 2007-2012) di Mariano Grassi, artista argentino che vive e lavora a Buenos Aires.

 

 

Have a Window
a cura di Carla Bertone e Miguel Mitlag
Via Pomba, 29-Torino

http://www.haw.altervista.org

Buone Vacanze!
6 Agosto 2012 - ArteSera

ArteSera vi augura Buone Vacanze!

Torniamo tra due settimane con i consueti appuntamenti con l'arte, gli eventi e le curiosità.

Le headlines di Warhol in mostra alla GNAM di Roma
2 Agosto 2012 - ArteSera
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A metà del mese di giugno la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma ha inaugurato la prima mostra dedicata ad una serie di opere di Andy Warhol create sulla tematica delle headlines giornalistiche. Una mostra itinerante in un tour internazionale, organizzata dalla National Gallery of Art di Washington e realizzata in collaborazione con; The Andy Warhol Museum di Pittsburg, la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma ed il Museum fur Moderne Kunst di Frankfurt. La mostra si compone di circa 80 opere del maestro della cultura pop americana unite dall'ispirazione per il prodotto popolare. L'ossessione per la serialità dei marchi commerciali ed il fascino per i meccanismi di comunicazione dei mass media ha caratterizzato la sua ricerca artistica a partire dagli anni '60. All'interno della mostra Headlines si raccolgono una serie di opere ispirate dall'interesse per il linguaggio dei media, basate sulle notizie dei tabloid internazionali sviluppatosi attraverso un molteplice uso di mezzi artistici in una serie di dipinti, disegni, stampe, fotografie, sculture, film e video. Il lavoro di scomposizione e ricomposizione dei testi e delle immagini delle pagine di giornale si intuisce nel confronto con lavori realizzati con tecniche e supporti diversi. Le headlines warholiane tracciano una narrazione dell'America del secondo dopoguerra attraverso le principali riviste come il Daily News ed il New York Post dove il lato sensazionale del gossip e gli eventi catastrofici vengono posti sullo stesso piano, così come la pop art acquisisce il valore di  prodotto commerciale anche l'informazione dei tabloid può essere "consumata" dal lettore, "consumatore di notizie". La mostra alla GNAM di Roma si apre con le opere dipinte su tela degli anni '50 e '60 ispirate dai titoli dei tabloid da supermercato concludendosi con le opere realizzate negli anni '80 con i più grandi writer newyorkesi come Basquiat e Haring.
All'interno della mostra è stata inclusa l'unica opera con titolo non inglese, il monumentale trittico Fate Presto ispirato ad una prima pagina de Il Mattino di Napoli del 23 novembre 1981. L'opera commissionata in occasione del terremoto in Irpinia dal gallerista Lucio Amelio è entrata a far parte del percorso espositivo grazie all'attuazione della tappa espositiva italiana.

 

 

Warhol: Headlines
a cura di Molly Donovan
dal 12 giugno al 9 settembre 2012
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti, 131-Roma

http://www.gnam.beniculturali.it

Ser y Durar
1 Agosto 2012 - ArteSera

Lo scenario è il cimitero civile La Almudena di Madrid, i protagonisti sono un gruppo di traceurs.
La Galleria d'Arte Moderna di Torino presenta l'opera video, Ser y Durar (2011) del collettivo spagnolo Democracia, recentemente acquisita dalla Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT in occasione dell'ultima edizione di Artissima.
Il cimitero madrileno, sorto nel 1984, è luogo di sepoltura di numerosi intellettuali artisti e politici estranei alla religione cattolica, dove il collettivo spagnolo ha invitato un gruppo di giovani a praticare la disciplina del parkour. Si tratta di una disciplina metropolitana sviluppatasi in Francia a partire dai primi anni '80, consiste nel muovere il proprio corpo adattando i movimenti all'ambiente circostante, l'obiettivo dei traceurs è superare qualsiasi genere di ostacolo all'interno di un percorso spostandosi nel modo più efficiente, semplice e veloce. L'architettura urbana diventa ostacolo da superare e nell'opera Ser y Durar l'ostacolo diventano i monumenti funebri. Il video riprende le frenetiche e rapide acrobazie all'interno degli spazi silenti ed immobili del cimitero, simboleggiando una società immemore del proprio passato culturale sociale e politico.

 


Democracia
Ser y Durar - 2011
18 min. 40 sec.

dal 31 luglio al 3 ottobre
Videoteca GAM
via Magenta,31-Torino
dal martedì al sabato 10-18

videotecagam@fondazionetorinomusei.it
http://www.gamtorino.it

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